Topic: Yachts and Motor Yachts
Armatori and Fratelli Frassinetti
A Napoli, a metà del secolo XIX il Bureau Veritas aveva avuto un enorme prestigio, che è documentato da testi, pubblicazioni, partecipazioni a mostre, convegni, ecc.
Nel 1871 ci fu in Napoli una grande esposizione marittima ed il Bureau Veritas vi partecipò, per iniziativa di Gaetano Maresca, mostrando in modo assai chiaro a mezzo di modelli di scafo di epoche diverse, di quanto le regole di costruzione dettate dal Bureau Veritas e applicate in certi cantieri del napoletano, avessero migliorato la solidità e la razionalità delle strutture. Una particolare notorietà aveva avuto il Bureau Veritas in Italia nel decennio '60-'70 in relazione alla fondazione a Genova, nel 1861, del Registro Italiano Navale. Infatti, dopo vivaci scambi di opinioni tra gli esponenti di vari ambienti armatoriali e assicurativi, la questione divenne oggetto di dibattito sui giornali nel 1867. Come si è detto prima, il Presidente del Bureau Veritas, Bal, scrisse una lettera al Corriere Mercantile di Genova in risposta ad una nota apparsa su questo giornale, naturalmente a difesa dell’universalità e dell’imparzialità del Bureau Veritas; certi ambienti napoletani si costituirono pure tutori del Bureau Veritas, con articoli sul giornale L’Avvenire del 3 e 4 aprile 1867 e con la pubblicazione di un fascicolo intitolato Il registro italiano della società di mutua assicurazione della marineria ligure ed il Veritas Universale di Parigi. Esame comparativo di Emilio Biraghi. Altre manifestazioni di vivacità degli ambienti marittimi italiani su questo tema si ebbero nel 1882, quando fu costituito un Veritas Italiano a cura di Francesco Rolla di Genova.
Il lavoro di classificazione delle navi si svolgeva intanto regolarmente e molte erano pure le costruzioni sotto sorveglianza.
Negli annunci del Corriere Mercantile di Genova la classe Bureau Veritas figurava fra i requisiti di qualità delle navi che venivano a cercare carico in quel porto.
Nel registro del 1870, scomparse ormai le bandiere sarda, siciliana, napoletana, toscana, figurano le navi italianeCORRIERA DI TRIESTE costruita a Messina, il CORSO costruito a Chiavari da Briasco, il CORTESE ed il COSMOScostruiti da Cadenaccio di Sestri Ponente (cantiere antenato dell’Ansaldo).
Il COSMOS fu una nave di grandi qualità, ordinata dai F.lli Frassinetti di Genova, di 70 ml. con imponente alberatura e velatura. Comandata da un Frassinetti, filava a 14 nodi: traversava l’atlantico con scalo a Montevideo, poi doppiava il Capo Horn e raggiungeva Callao in Perù.
In moltissimi documenti dell’ambiente marittimo Bureau Veritas viene citato, sempre con indicazioni di stima e di prestigio, per tutto il Secolo XIX.
Questa sua posizione non è mai venuta meno; anzi la reputazione dell’Istituto si accresce e si estende ulteriormente da quando vengono iniziati i controlli sugli impianti industriali.
Intorno agli anni 1920-1930 si eseguono verifiche su prodotti siderurgici destinati all’esportazione, su motori, su macchine speciali. La stessa industria italiana ricorre al Bureau Veritas per far controllare in Francia, Belgio, Germania prodotti e macchinari di cui si approvvigiona.